Risi e bisi #narrativa

LOVE
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Cosa ci metto?

- 700 ml di brodo vegetale da dado fatto in casa
- 250 g di piselli freschi di Lumignano
- 250 g di riso vialone nano di Grumolo delle Abbadesse
- 1 scalogno
- olio extravergine di oliva
- sale
- pepe
- qualche fogliolina di prezzemolo tritata
- parmigiano reggiano 36 mesi (facoltativo)


0g 30h 0m


Come lo cucino?

Sono sempre stata un'appassionata di risotti.
Fin da bambina, un piatto che chiedevo spesso era il risotto con i piselli, che in vicentino si chiama risi e bisi. Piatto che preparavano mia nonna e mia madre e che porto in tavola spesso anche io. Quando è stagione, faccio il brodo con i baccelli dei piselli, oppure, in inverno, utilizzo i piselli surgelati acquistati in negozi bio specializzati: non lo disdegno, è un piatto che mi piace troppo e piace alla mia famiglia.
Racconto allora ai miei figli con quanto amore lo preparava mia madre a noi gemelle e a mio padre, quando si andava a  Lumignano in Aprile alla festa dei bisi e si tornava con una cassa piena di freschi piselli da sgranare tutti assieme attorno alla tavola in cucina.
Si, perchè i risi e bisi qui i preparano con i piselli di Lumignano e con il riso vialone nano di Grumolo delle Abbadesse, paesi del vicentino che con i loro prodotti DE.CO. portano le eccellenze del nostro territorio in tavola, ancora oggi.
I risi e bisi era un piatto che  veniva servito al Doge, la massima autorità della Serenissima Repubblica di Venezia, nella sala dedicata ai banchetti del Palazzo Ducale, in occasione della festa di San Marco, patrono della città, che si celebra ogni 25 aprile .
Abbinando il riso, cereale simbolo della fertilità, con i piselli, frutti dell’eccellenza primaverile coltivati negli orti lagunari, si confezionava il piatto che veniva offerto a tutti i membri del governo veneziano.
Si pensa che  i veneziani siano stati ispirati, nel realizzare questo piatto, dagli influssi culturali del popolo bizantino, con cui avevano fiorenti scambi commerciali. I risi e bisi divennero ancor più famosi  nel 1700 per opera di Carlo Goldoni, che amava inserire nelle sue commedie  le tradizioni culinarie della  cucina  povera di campagna.

Sgrana i piselli e risciacquali sotto l’acqua corrente. Pela lo scalogno, tritalo finemente e lascialo appassire in una casseruola per risotti molto dolcemente, con un filo d’olio. Aggiungi il riso e fallo tostare con lo scalogno per qualche minuto. Aggiungi i piselli e poi il brodo caldo, poco per volta, non prima che il precedente sia stato ben assorbito. A cottura ultimata del risotto, dopo circa 13 o 14 minuti a seconda della tipologia di riso, otterrai un riso all’onda, più brodoso del risotto e più asciutto di una minestra: così deve essere alla vicentina. Manteca lontano dal fuoco con il parmigiano, spolvera di prezzemolo e servi immediatamente.


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Daniela Boscariolo
Daniela Boscariolo
foodblogger
Delle intolleranze in famiglia, il sentirmi una vegetariana mancata, la curiosità di capirne sempre di più sulla salute alimentare, mi hanno portato a maturare un cambio di rotta. ...vai alla scheda

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