Identita' Golose 2018: la cucina e' condivisione
Tema di questa edizione il Fattore Umano
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Identita' Golose 2018: la cucina e' condivisione
Identita' Golose 2018: la cucina e' condivisione
Pubblicato da Alessia Aloe il 10/03/2018

Si è da poco concluso Identità Golose 2018, e anche Cucina Mancina è tornata a curiosare dal vivo. Tra le sale del Mi.Co. di Milano tante stelle della cucina italiana ed internazionale hanno intrattenuto e incantato tutti gli ospiti con i loro show cooking, i loro piatti e le storie della loro cucina e della loro vita. Il tema di questa edizione è stato il Fattore umano per porre l'attenzione sulla sua importanza anche nel mondo della cucina.

Regione ospite di questa edizione è stata la Calabria. Tra gli chef a rappresentarla il giovane Luca Abbruzzino, figlio dello chef stellato Antonio che ha ceduto a lui il testimone della guida del suo ristorante. La sua missione in cucina è quella di far conoscere al mondo e valorizzare i prodotti di questa meravigliosa terra. E ci riesce decisamente bene dato che il New York Times scrivendo che la migliore cucina d’Italia si trova proprio in Calabria, cita il suo ristorante, insieme al Dattilo dell'altra giovane chef Caterina Ceraudo, tra i portabandiera della nuova gastronomia regionale basata sulla riscoperta ed esaltazioni dei prodotti biologici ed autoctoni!

Durante la prima giornata è poi andato in scena Identità Naturali, presentato dalla blogger nospreco Lisa Casali, che ha portato in sala noti chef tutti accomunati dal forte amore e rispetto verso la terra, prodotti e produttori.

Tra questi la chef Daniela Cicioni ha parlato del suo lavoro di fermentazioni, illustrando il valore salutistico di questa tecnica che esalta le proprietà nutritive della frutta secca.

Affascina il lavoro dello chef Virgilio Martinez del Central di Lima, 3 stelle Michelin che racconta la ricchezza della sua terra nei suoi piatti. Lo fa dopo un'accurata esplorazione del Perù con la sua seconda brigata, fuori dalla cucina: insieme hanno iniziato un progetto di ricerca (nel primo centro "Mater Iniziativa" e da poco nel nuovo "Mil", che si trova accanto al sito archeologico di Moray dove ci sono i resti di un centro di ricerca agricolo degli Incas) e classificazione della ricca biodiversità del Perù, scalando tutte le sue altitudini dalla costa alle Ande. E' così che, per esempio, ha scoperto che nella sua terra esistono oltre 4000 tipi diversi di patate. Lo chef e la sua squadra esplorano perché "c'è tanto fuori che dobbiamo conoscere". E con i suoi piatti racconta poi quello che ha imparato dal suo territorio.

La cucina quindi diventa condivisione, condivisione di sapori e saperi ma soprattutto condivisone di rapporti umani. I rapporti che gli chef, dietro gli schermi della tv, creano con la loro squadra, che si ritrova ad essere una seconda famiglia, i rapporti che la cucina ha con il resto dello staff per un'attività armonica, i rapporti che si instaurano con i clienti e con i produttori di fiducia di prodotti naturali e autentici senza i quali non può nascere un grande piatto. E' condivisione di emozioni e sensazioni che sono ingredienti di ogni portata e che rivivono attorno a un'unica tavola.

E così lo chef vegano Simone Salvini, che scherzando dice di avere sempre accanto a sé il suo allievo, avvocato penalista, per essere più tranquillo tra i fornelli, ha condiviso con la platea le sue ricette e tecniche per creare diversi piatti tutti a partire dallo stesso legume: i piselli, serviti come germogli, buccia, cialde, panini, humus…preparazioni naturalmente super buone e adatte a tutti perché anche glutenfree.

Passione, simpatia ed un pizzico di eccentricità hanno riempito la sala durante l’intervento delle due chef Viviana Varese e Maria Sollivellas. Loro hanno condiviso, prima della cucina, un viaggio alla scoperta del nostro territorio, tra materie prime e loro produttori che sono i "creatori del paesaggio naturale e della cultura". E tra questi, sono gli agricoltori che meritano il primo posto, "rispetto e riverenza" per il loro lavoro e legame profondo con la terra. Le due chef che condividono molte cose, tra cui l'essere a capo di una brigata e l'amore per il territorio, hanno racchiuso in un'unica parola il senso della condivisione che è quello della cucina improntata sul fattore umano: condivisione è vivere.

E questa vita si ritrova in un piatto finito, fatto di una ricca storia, storia di prodotti e dei loro produttori che conoscono e valorizzano la loro terra, storia di lingue e vite diverse, storia di emozioni. E il ruolo dello chef va oltre l'offrire da mangiare...i suoi piatti sono racconti di biodiversità, di culture, di rapporti umani.


Alessia Aloe
Alessia Aloe
foodblogger
Calabrese, mamma della splendida Sara, cuoca naturale, giurista, amante di Napoli, dei film di Troisi ed affascinata dai voli degli stormi, dal Cupolone di sera e dal David in tutta la loro ...vai alla scheda

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