Un'intervista sublime: Lorenza Negri e Caterina Pinto ci raccontano la loro avventura di cibografica
Cibo, design, illustrazione e storie di chef in un progetto che nutre il corpo e la mente
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Un'intervista sublime: Lorenza Negri e Caterina Pinto ci raccontano la loro avventura di cibografica
Un'intervista sublime: Lorenza Negri e Caterina Pinto ci raccontano la loro avventura di cibografica
Pubblicato da Lorenza Dadduzio il 22/02/2018

Colorate e sublimi. Sono Lorenza Negri e Caterina Pinto, due designer appassionate di cibo e di illustrazione che hanno intrapreso un'avventura molto mancina: si chiama Sublime, un diario di bordo illustrato che racconta il loro viaggio attraverso i processi creativi che si nascondono dietro alle forme del cibo. Danno vita a meravigliose ricette in #cibografica, storie di chef, cucine e piatti in forme e colori.

Sublime - Intervista

Lorenza e Caterina si sono raccontate per noi in questa intervista sublime e colorata!

Descrivetevi in 15 parole
Siamo due persone ma anche una sola con due teste. Facciamo design, illustrazioni, business e le mamme.

Se foste un piatto?
Se insieme dovessimo essere rappresentate da un piatto saremmo una pietanza un po’ schizofrenica… tipo un Mont Blanc appoggiato su uno spezzatino con la polenta.

Se foste un colore?
Probabilmente saremmo come quelle “pietre” degli anellini per bambine che cambiano colore a seconda dell’umore.

Sublime - Al lavoro

Cosa facevate prima di mettere le dita nel progetto Sublime?
Lavoriamo insieme da dieci anni, cercando sempre di dare spazio alla nostra passione per il disegno e alla curiosità nei confronti delle persone e delle altre forme di creatività. Quando siamo costrette a rimanere su un terreno troppo sicuro finiamo per annoiarci e quindi siamo sempre in cerca di nuove sfide e nuovi progetti. L’ultimo prima di Sublime, ricette in #cibografica, è stato #POSTCARDSFROMISOLA nel 2016, quando abbiamo trasformato gli abitanti del nostro quartiere in gif animate.

Sublime - Intervista - Cibografica 1

Cosa ha Sublime di diverso dal mondo del FoodSbornia?
Sublime rappresenta un punto di vista un po’ diverso perché parte dall’idea di esplorare un tipo di creatività più che di celebrarla. Il progetto nasce dalla reale curiosità di capire come viene immaginata e realizzata la forma che ci ritroviamo nel piatto. Il tutto da un punto di vista più mentale che pratico!

Sublime - Piatto

La cosa più bella che avete scoperto durante il "making of"?
Sicuramente la sorpresa più bella è stato il legame umano che finora si è sempre creato con gli chef. Tutti loro si sono dimostrati gentili e aperti, molto disponibili a collaborare con il nostro progetto e incuriositi dall’idea di “essere interpretati” attraverso un disegno grafico. Sono persone estremamente professionali che mettono molta passione in quello che fanno ed è veramente un grande piacere ascoltarli e vederli lavorare. Inoltre, il tipo di intervista che proponiamo lascia molta libertà di racconto da parte loro perciò ciascuno finisce per raccontarci ciò che gli sta più a cuore facendo sì che l’intervista diventi una chiacchierata più che un botta e risposta.

Sublime - chef

Sublime blog - Interviste a chef

Lo sbaglio che vi ha fatto cambiare in meglio?
Non saremmo capaci di identificarne uno: di errori ne facciamo a bizzeffe, ogni giorno, e ognuno di questi ci fa arrabbiare ma ci aiuta anche ad aggiustare il tiro e renderci più flessibili. A noi piace procedere di istinto e questo ci espone a deviazioni assurde ma anche a grandi scoperte.

Come immaginate si evolverà Sublime?
Sublime diventerà una mostra dei faccia-a-faccia tra disegni e fotografie e, con il tempo, vorremmo allargasse la sua rete anche al di fuori di Milano.

Sublime - Intervista - Cibografica 2

Sublime - Cibografica 3

Cosa è per voi il food design?
Come per ogni tipo di design, pensiamo che anche quello del cibo dovrebbe avere la funzione di valorizzare le forme anziché stravolgerle e piegarle a necessità puramente estetiche.

Quanto è importante progettare il cibo?
Un cibo “progettato” suona un po’ come ”artefatto”. In questi mesi abbiamo ascoltato tante storie in cui il cibo viene immaginato, pensato, intuito, sperimentato… tutte accezioni in cui confluisce una parte di ragione e una parte di istinto. In fondo qualcosa che nutre deve per forza avere un’anima, altrimenti risulta irritante!

Quanto conta un "bel cibo", soprattutto per chi fa slalom alimentari, come i nostri mancini?
La bellezza di un cibo è importante per renderlo appetibile. In natura, forme e colori sono fondamentali per poter distinguere la bontà e freschezza di un alimento. Nella nostra società, che tende a sofisticare tutto, possono diventare molto astratti e concettuali e anche questo ha un enorme fascino se viene fatto con rispetto per la sostanza di partenza. Nel corso di questo “viaggio” tra le cucine abbiamo visto creare architetture favolose e delicatissime, in grado di amplificare l’esperienza del cibo e renderla un piacere anche per gli occhi e per la mente.

Si può educare attraverso la bellezza?
La bellezza è una forma di piacere ed è sempre una gioia quando si può imparare qualcosa attraverso uno stimolo positivo, soprattutto quando si tratta di una bellezza che porta con sé un contenuto.

Sublime blog - Innocenti evasioni


 


Lorenza Dadduzio
Lorenza Dadduzio
foodographer
Piccola piccola. Diresti quasi smiltza. Ma con occhi grandi e mani curiose che scorrono e attraversano la superficie del mondo, desiderose di assaporare e trasformare ogni cosa in bellezza ...vai alla scheda

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