ROCK AROUND THE FORK: MOBY, FEELING SO VEGAN
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ROCK AROUND THE FORK: MOBY, FEELING SO VEGAN
ROCK AROUND THE FORK: MOBY, FEELING SO VEGAN
Pubblicato da Livio Ghilardi il 17/05/2014

Sono trascorsi più di 10 anni dalle milioni di copie vendute da “Play” e “18” e più di 20 anni dai primi folgoranti esordi con i singoli “Go”, “Next Is The E”, “Thousand” e “Voodoo Child”. Ciononostante Richard Melville Hall, noto al mondo con lo pseudonimo Moby (dalla “supposta” lontana parentela con l’autore di “Moby Dick” Herman Melville), rimane un personaggio chiave nella storia della musica elettronica.

Anche grazie al bianco di Harlem, infatti, all’inizio degli anni Novanta la dance in tutte le sue molteplici forme è uscita dai club underground per imporsi alle orecchie di un pubblico sterminato, approdando nelle chart di tutto il mondo e ottenendo finalmente la dignità culturale che fino ad allora sembrava non competerle. Una carriera multiforme, quella di Moby, che l’ha visto scivolare con naturalezza tra i solchi più disparati dell’elettronica fino a flirtare con generi apparentemente distanti come il rock o la black music. Non sempre gli standard qualitativi sono stati eccelsi quanto i seminali inizi, ma il “pelato” ha provato comunque a mettersi in gioco, talvolta strizzando eccessivamente l’occhio al grande pubblico, anche pubblicando dischi decisamente autorefenziali.


Ciò che da sempre affascina di Moby è la sua personalità intrigante e complessa (le sue idee su religione, droghe o diritto d’autore meriterebbero articoli dedicati). Impegnato strenuamente nella difesa dei diritti degli animali al punto da intitolare “Animal Rights” il suo album del 1996, il musicista americano ha sempre orgogliosamente manifestato il suo stile di vita vegano sin da tempi non sospetti. La scelta alimentare di Moby è ormai ventennale e muove innanzitutto dal suo profondo amore per il mondo animale, che l’ha portato a riconsiderare il consumo di carne e le implicazioni negative che ne discendono.

Non pago, l’artista ha scritto due libri a riguardo, l’ardito "Gristle: From Factory Farms to Food Safety (Thinking Twice About the Meat We Eat)" e il più scanzonato "Teany Book: Stories, Food, Romance, Cartoons and, of Course, Tea", contenente molte ricette vegan. Quest’ultima opera, in particolare, è legata all’esperienza innovativa di Teany, ristorantino vegano e tea-room newyorchese di cui Moby è stato fondatore, designer e proprietario a partire dal 2002 insieme alla ex-compagna Kelly Tisdale (attualmente unica gestrice dopo l’incendio che l’ha parzialmente distrutto nel 2009).

Vi è inoltre una linea di bevande omonima prodotta dal locale e distribuita negli stati di New York e New Jersey nonché in alcuni negozi selezionati di Manchester e Londra. Dulcis in fundo, nonostante il musicista continui a ritenersi un pessimo cuoco, sul canale YouTube Epicurious è possibile guardare alcuni video in cui Moby parla del suo essere vegano, mostra gli utensili della sua cucina e, infine, prepara dei pancake vegani ai mirtilli

Da un po’ di anni l’americano ha centellinato le date live per dedicarsi maggiormente alla composizione di nuova musica. Ci piace immaginarlo, tra un inedito e l’altro, armeggiare in cucina con tegami e posate alla ricerca di nuove ricette mancine da presentare ai suoi fan, magari in un prossimo libro.
 

Photo credits: Ron Henry

Video correlati: Moby per la FAO, in difesa dei diritti degli animali



 


Livio Ghilardi
Livio Ghilardi
redattore
Nato a Noci (BA) nel 1991, dopo la maturità classica si trasferisce a Roma dove, tra un concerto e l’altro, studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma ...vai alla scheda

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