Il disordine delle cose che iniziano
Tradizioni ed esigenze dei giorni speciali
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Il disordine delle cose che iniziano
Il disordine delle cose che iniziano
Pubblicato da Giulia Siena il 22/09/2016

Il tempo dei cambiamenti è giunto. Arrivato nel frastuono per poi mettere calma.
Settembre, per me, è il tempo dei bilanci. Bilanci e luce splendida: forse è solo questo settembre.

Ma torniamo indietro. L'estate è stata rumore organizzativo, suoni, amici, respiri e altri mondi.
Il tumulto di luglio, la confusione delle voci mentre il calendario correva veloce a raggiungere quello che per tutti “è il giorno più importante”.

Correva, i giorni si susseguivano veloci, così come me alla ricerca della ricetta perfetta per un momento indimenticabile. Stremata e inconsapevole ho finito la mia corsa arrivando nel mio angolo di Puglia. Lì ho guardato il mare, osservato tramonti, raccolto conchiglie e aspettato paziente.

Nei giorni precedenti ho respirato fiduciosa, ho atteso amici, ho salutato parenti, soppesato le scelte. Ho cercato, in quel tempo, di accogliere quei pezzi di me che per una volta si trovavano tutti nello stesso luogo. Per loro, per quella allegra famiglia allargata fatta di intolleranti, vegetariani, vegani – mentre le incombenze mi ricordavano confetti, foto e bouquet, ho pensato a un menu inclusivo adatto proprio a tutti.

A una cosa, però, non avevo pensato.

Alla gente che, come mamma Puglia insegna, ti si riversa in casa proprio in quel momento in cui sei alle prese con acconciature e rossetto da non sbavare. E tutti cercano qualcosa, cercano te; vogliono sbirciare, toccare, abbracciare. Cercano, poi, (involontariamente) qualcosa da sgranocchiare e bere per ingannare l'attesa. Ma mamma Puglia lo sa. Il buffet è lì. Come se per tutto il resto della giornata non dovresti più vedere cibo.

“Ma hai pensato a tutti tranne che a me?”
“Non capisco, sta la musica!” urlo mentre Paolo Conte mi intima un invitante "Vieni via con me".
“Parli pugliese?”
“Certo, sto indaffarata e pensierosa”.
“Dicevo... – continua Luca mentre si avvicina minaccioso alla mia sedia dove attendo speranzosa che il bigodino abbia fatto il suo dovere e l'estetista mi ripassi l'ultimo strato di cipria – ho visto che lì fuori mangiano tutti: pasticcini, pizzette, confetti. Hai pensato a tutti tranne che a me, al tuo Vegano sul divano?”
“Ma vattin... ti pare che penso a tutti tranne che a te? Ti ho fatto una sorpresa: Maaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa – urlo con l'intenzione di richiamare l'attenzione di mia madre – Maaaa, porta i mostaccioli che ho fatto per Luca!”

I mostaccioli con mandorle e latte di riso hanno dato il benvenuto in una terra generosa e accogliente. Dei biscotti tradizionali hanno cambiato contenuto e non veste perché le occasioni speciali vanno onorate con le cose migliori, le cose di sempre.

Poi la festa è continuata. Al sì sono succedute foto, balli, piatti differenti e abbracci diversificati.
 

[ Photo Credits: Copertina: Filippo D'Errico. Auto: Giulia Tortorelli. Mare: Lorenza Dadduzio. Vestito e mustaccioli: Giulia Siena. ]


Giulia Siena
Giulia Siena
redattore
Pugliese di San Giovanni Rotondo - dove ogni tanto fuggo per attingere energia dalla terra e dai colori - mi trasferisco a Roma e dopo dieci anni, una laurea in lettere, un lavoro nel settore degli ...vai alla scheda

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