Intervista a Francesca Zampollo
Viaggio nel mondo del Food Design
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Intervista a Francesca Zampollo
Intervista a Francesca Zampollo
Pubblicato da Lorenza Dadduzio il 01/01/2017

Ho conosciuto Francesca digitalmente quando con cucinaMancina abbiamo lanciato la call to action per la progettazione partecipata di StammiBene, il primo mercato con cucina dedicato al benessere alimentare, progettato da chi lo userà. Dai primi bit che ci siamo scambiate, mi ha inondata di entusiasmo e visionarietà pro-positiva. Dopo qualche anno di “food immersion”, le abusatissime parole “design” e “innovazione”, spesso utilizzate come contenitori che risuonano di vuoto, nel caso di Francesca acquisiscono tutta la consistenza e il sapore autentico.

Francesca è uno spirito libero che costruisce e condivide il proprio cammino di innovazione nel food design con chiunque voglia affiancarla e assorbirla.

Ricercatrice in Food Design e fondatrice della International Food Design Society (IFDS), Francesca insegna Food Design Theory and Thinking alla Auckland University of Technology (Nuova Zelanda) e alla London Metropolitan University. Ha fondato di recente la Online School of Food Design.

“Come designer pensi lasciare un segno attraverso prodotti che restano nel tempo: un designer di mobili potrebbe fare una sedia che dura decenni, e un architetto potrebbe costruire edifici che durano secoli. Come food designer progetti prodotti che in genere durano da poche ore a un paio di settimane. E comunque sono progettati per essere mangiati e quindi scomparire.

Questo per me è l’aspetto più emozionante del Food Design: in realtà non progettiamo prodotti, progettiamo ricordi. L’unica cosa che può durare per sempre sono i ricordi dell’esperienza che il nostro prodotto ha creato.”

Ecco un po’ delle mie domande irriverenti per lei:

01.   Racconta il food design a tua nipote di 6 anni e a tua nonna di 80.

Cara nipote... il Food Design e' il contenuto della bacchetta magica del mago Food Designer, che solo lui sa usare al meglio con la sua saggezza ed il suo spirito avventuriero. Quando il mago scuote la sua bacchetta dicendo "fa Food Design tutto quel che vuoi tu, bidibi bodibi bu", scintille di tutti i colori escono dalla bacchetta, ed un aroma di caramelle e liquirizia comincia ad espandersi nell'aria! Quello e' il Food Design! Un mix di cibo, fantasia, immaginazione, e magia che crea un'esplosione di creatività e si concretizza in fantastici prodotti, servizi, e soluzioni che rendono proprio magica, la tua esperienza con il cibo. 

Cara nonna, ti ricordi quando dopo l'ennesima richiesta del nonno, hai provato a fare una torta ma invece di prendere il sacchetto della farina hai preso il sacchetto della calce, ed hai fatto praticamente una torta di cemento? Ecco... il Food Design e' tutto il contrario... 

Il Food Design in pratica e' quando chiunque, come per esempio un cuoco,  vuole creare una nuova ricetta, o un nuovo pacco di pasta (quindi prodotta industrialmente), o un nuovo ristorante, o qualsiasi cosa che abbia a che fare con il cibo! Il Food Design semplicemente, e' tutto quello che questa persona fa, da quando ha l'idea, allo sviluppo di questa idea, a quando finalmente il prodotto o servizio finale e' nel mercato e disponibile a tutti. 

La zia Elsa, quando ad una ricetta ci aggiunge del suo per farla migliore.. eh, in qualche momento e' una Food Designer! Anche se non lo sa! Ogni volta che si migliora, si cerca l'innovazione, o si crea qualcosa di completamente nuovo, li' c'è del Design di mezzo. E se si ha a che fare con il cibo, allora si parla di Food Design. 

Ora, ti sei accorta negli anni, che la zia Elsa questo impulso creativo per il cibo ce l'ha... tu proprio no.. giusto? E' cosi anche per i Food Designers! Quindi ci sono persone come me che studiano quello che il food designer può fare per innescare quella creatività volta dopo volta. Tu pero' lascia perdere.. ti vogliamo bene anche se non fai torte =)

La torta di calce e' una storia vera... mia nonna era tutto, ma non una potenziale Food Designer. =)

02.   Traduci nel modo più plausibile e semplice la parola food design in italiano.

No, mi dispiace non posso... =) la parola Design non si può' tradurre con la parola "disegno", perche' il Design e' molto di più che disegno... Non vorrei che si pensi che fare Design voglia dire disegnare! Il Design e' un processo, un insieme di attività' di ricerca, creazione e sviluppo di idee, avendo come scopo l'innovazione (altra parola piena di significati...). La parola Design inoltre si potrebbe tradurre con la parola "progettazione", ma questo termine rende tutto industriale, tecnico e ingegneristico, ignorando la parte più libera, effimera, esplorativa e, oserei dire, "artistica" del Design. 

La parola Food potrebbe essere tradotta con cibo, si, ma il termine Design del cibo lo trovo ancora limitativo; Food Design e' Design con il cibo, per il cibo, attorno al cibo, e Design dell'atto del mangiare, Design degli spazi del cibo, Design di servizi sul cibo, etc. Quindi, non traduciamo il termine Food Design. Lasciamolo li tranquillo, in inglese. D'altronde non traduciamo la parola "mouse" in topo, l'hamburger rimane hamburger, l'hotel rimane hotel e il Fashion Design rimane Fashion Design. 

03.   Cosa rappresenta per te il food design e che effetto ti fa, progettare cibo, esperienze, ricordi.

Bellissima domanda. Potrei risponderti in tanti modi, e scrivere un libro (l'ho scritto anzi.. con la mia tesi di dottorato), ma ti rispondo descrivendoti quello che e' per me l'aspetto più affascinante del cibo. 

Il cibo sparisce. Il cibo scompare. Un piatto di pasta dura tra i 5 e 10 minuti? Anche il cibo confezionato e' fatto per essere mangiato, e quindi sparisce. Il cibo non dura. 

I designers molto spesso vogliono creare qualcosa che duri, che faccia la differenza magari! Pensa agli architetti, loro creano costruzioni che durano anche centinaia di anni! I Furniture Designers possono disegnare sedie che durano qualche decina d'anni, i prodotti dei Fashion Designers durano qualche anno, etc. E i Food Designers? Beh, quello che disegnano i Food Designers dura minuti, o giorni, e poi... sparisce. 

Ed ecco la cosa per me più affascinante del cibo, e che quindi rende il Food Design la disciplina più affascinante e magica: i Food Designers non creano veramente il cibo, perchè quello sparisce... i Food Designers creano ricordi... perchè i ricordi sono l'unica cosa che può potenzialmente durare per sempre! 

E quindi ecco l'importanza del Food Design fatto bene: da' la possibilità' di creare momenti ed esperienze così intense da generare ricordi indelebili. Questo secondo me dovrebbe essere l'obiettivo finale del Food Design, l'obiettivo dei Food Designers che hanno capito la potenzialità' del cibo, che hanno capito che il cibo è più che materia, più che nutrimento, ma è anche emozioni, ricordi, speranze e fantasie.

04.   Se tu fossi un progetto di cibo (cosa saresti e per chi)

Wow... devo pensare bene a questa domanda! Beh, se fossi un progetto di cibo sarei una cena per tutta la mia famiglia estesa, senza posate, perche' le posate ci allontanano dal cibo, e possiamo farne a meno (l'ho fatta veramente!). Una cena che porta tutti insieme, parenti e amici che non si vedono da anni. Non vivo in Italia da 10 anni, e quando penso a casa penso di vederli tutti insieme. Avrei bigliettini nascosti sotto i piatti chiedendogli di raccontare un episodio speciale dell'ultimo anno, o qualcosa di simile, e servirei il cibo preferito di ognuno. 

Ma sarei anche un food system che elimina completamente il food waste, o un ristorante a donazione come Lentil As Anything in Sydney, Australia, o The Fat Dack, perchè Heston Blumenthal e' il mio idolo. 


(Photo Credits Stefan Marks)
 

05.   Come vivi il tuo rapporto col cibo e la sua progettazione lontano dall’Italia? Cosa diresti a chi, invece, ha scelto di restarci in Italia, con le mani in pasta e le radici nella terra?

Sono andata via dall'Italia per il mio Master, perchè a quel tempo non c'era modo di studiare il Food Design in Italia. E sono anche una di quelle persone senza radici, veramente. Penso che il pianeta terra sia la mia casa, e ti dirò che se potessi, partirei domani per Marte o aldilà della Via Lattea! Il mio rapporto con il Food Design e' stato quindi fortemente segnato dal mio aver vissuto all'estero, e di conseguenza vivere all'estero ha contribuito a definire le mie attività' nel Food Design. Credo ogni persona abbia il suo percorso unico, non migliore o peggiore, semplicemente unico, che sia all'estero o in Italia.

A chi sceglie di perseguire una carriera nel Food Design in Italia dico: well done! L'Italia ha bisogno di persone che vogliono rafforzare l'economia! Alcuni dicono che il termine Food Design e' nato in Italia... e la nostra forte tradizione in tutto quello che e' il cibo, con il forte contributo del movimento Slow Food per esempio, rende l'Italia un posto meraviglioso per praticare il Food Design! 

06.   Raccontaci i tuoi mondi di dire-fare-tramandare Food Design (la rivista, l’accademia ecc)

Nel 2009 ho fatto una internship di 6 mesi alla Cornell University, in Ithaca, USA. Ho avuto tante belle conversazioni sul Food Design, e ricordo che continuavo a dire: "non capisco perchè nessuno abbia ancora creato una society sul Food Design! Non capisco perchè non ci sia ancora un giornale accademico sul Food Design!" Finchè qualcuno mi ha detto: "perchè non lo fai tu!" Ed in quel momento ho dovuto veramente pensarci! Perchè non lo faccio io? E così qualche mese dopo è nata la International Food Design Society (ifooddesign.org). Da li il primo Symposium on Food Experience Design nel 2010, la First International Conference on Food Design (2012), e la seconda International Conference on Food Design (2015). E soprattutto ho fondato il primo giornale accademico: International Journal of Food Design pubblicato da Intellect. I miei contributi sono stati mirati ad unire il mondo accademico del Food Design, ed il mondo dei professionals, dei Food Designers. 

Recentemente ho fondato la Online School of Food Design, che e' la prima scuola virtuale sul Food Design. Il mondo della higher education sta già diventando virtuale, e io credo che presto lo sarà quasi completamente. Quindi perchè non il Food Design? 

In aggiunta, negli anni ho ricevuto molte email di persone con diversi background, che volevano interessarsi al Food Design. E la Online School of Food Design penso sia la risposta per chi ha un background in Design, ma non in Food, o viceversa. Perchè la scuola e' tanto sul Food, quanto sul Design. 

Al momento sto lavorando su In Search of Meaningful Food, (https://insearchofmeaningfulfood.comil mio progetto per cui sto raccogliendo video di gente che mi racconta la storia del loro "cibo più significativo". In questo video potete avere un assaggio: VIDEO.

07.   Come può il food design far tornare il cibo e la tavola un luogo dove fare comunione e inclusione?

Beh, basta spegnere la televisione! Basta tornare a insegnare ai nostri figli che la tavola e' sacra: si mangia insieme, ci si aspetta, si spengono i telefoni, e ci si racconta della propria giornata. Non so se serve il Design per tornare a questo. Il Design non e' sempre la soluzione per tutto. Molti designers spesso complicano le cose, quando invece il Design dovrebbe essere semplice. Questa è una bella domanda che mi porta a parlare di come penso il Design non dovrebbe creare problemi, da risolvere poi con prodotti.

Il mondo e' pieno di prodotti, roba.. che poi diventa immondizia. Perchè se ci pensi bene, ogni prodotto che possediamo diventa immondizia prima o poi. Ma il Design sta finalmente facendo un cambiamento: da prodotti, a servizi e sistemi. Sempre più Food Start-up emergono, e sempre più giovani con idee incredibili trovano i modi per renderle realtà! Junta Local in Rio De Janeiro connette produttori a designers, finanziatori e consumatori, per progetti locali e sostenibili. The Real Junkfood Project in Leeds e' un ristorante che usa come materia prima i rifiuti di altri ristoranti e supermercati nella zona. E ci sono sempre più esempi simili in tutto il mondo. E Saltwater Brewery in Florida ha creato un packaging per le lattine di birra, che invece di imprigionare e uccidere pesci e tartarughe quando finisce in mare, diventa cibo per loro. 

E il Food Design è anche il processo che ci sta portando a creare prodotti che propongono alternative al consumo di carne e latticini. Sono personalmente vegetariana da 2 anni perchè ho realizzato che posso fare la mia parte, anche se piccola... L'allevamento industriale e' la causa principale del declino ambientale, ed ho scelto di non contribuire alla distruzione di questo glorioso pianeta.  

Il Design sta uscendo velocemente dalla sua "era nera", focalizzata solo sul nutrire il consumismo, e sta diventando quello che è supposto essere: il processo che porta all'innovazione, quella vera, quella significativa, quella che salva il pianeta e rende la gente più felice, di quella felicita' vera, non fatta di prodotti, ma di momenti indimenticabili. E il Food Design credo sia in prima linea. 


Lorenza Dadduzio
Lorenza Dadduzio
foodographer
Piccola piccola. Diresti quasi smiltza. Ma con occhi grandi e mani curiose che scorrono e attraversano la superficie del mondo, desiderose di assaporare e trasformare ogni cosa in bellezza ...vai alla scheda

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