Un arcobaleno di carote per piatti mancini!
LOVE
0
Un arcobaleno di carote per piatti mancini!
Un arcobaleno di carote per piatti mancini!
Pubblicato da Massimiliano Renna il 06/02/2014

Cosa penserebbe “Pel di carota” se scoprisse che l’ortaggio da cui prende il nome, oltre che arancione, può sfoggiare diversi colori che vanno dal giallo al viola?
Potrebbe supporre che si tratti di uno scherzo frutto delle mani di un artista goliardico, ma cambierebbe subito idea facendo una passeggiata tra le campagne di Polignano a Mare.
Ebbene sì, in questa cittadina a sud della provincia di Bari si coltiva un particolare tipo di carota che colpisce non solo per il suo variopinto aspetto cromatico, ma anche per profumo, fragranza e gusto non riscontrabili nelle comuni carote arancioni.

Non si tratta di un OGM (Organismo Geneticamente Modificato) frutto dell’ingegneria genetica ma, al contrario, di un ortaggio autoctono storicamente coltivato in questa parte della Puglia; una carota così come “madre natura” l’ha fatta!

 

Viene chiamata anche “Bastinaca di San Vito”, dal nome dell’abbazia intorno alla quale sono presenti gli appezzamenti sui cui viene seminata da agosto a settembre e raccolta da dicembre fino agli inizi della primavera.
Ma, purtroppo, sono rimasti in pochi a coltivarla, per lo più anziani che fino ad oggi hanno scongiurato il rischio che tale prelibatezza si estinguesse, veri e propri agricoltori-custodi di quest’ortaggio che, tra l’altro, può vantare anche un presidio Slow Food.


Il gruppo di ricerca dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR di Bari, assieme al Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali dell’Università di Bari, ha condotto una serie di attività di ricerca finalizzate alla valorizzazione di quest’ortaggio, inserito nell’elenco regionale dei prodotti agricoli “a rischio di erosione genetica”.

I risultati di tali attività evidenziano pregevoli caratteristiche nutrizionali tra cui una maggiore presenza di sostanze antiossidanti, ed un minor contenuto di zuccheri rispetto alle comuni carote arancioni. È stata messa a punto anche una tecnica per produrre una confettura in cui vengono preservate le peculiarità nutrizionali, permettendo di gustare sapori e profumi di quest’ortaggio in tutti i periodi dell’anno. Sono in corso, inoltre, ulteriori studi per migliorare la qualità in campo e preservarla nel post raccolta.
L’intento è quello di riuscire a proporre molteplici prodotti alimentari a base di carota di Polignano, anche per disporre facilmente di un ottimo ingrediente in grado di arricchire con colori, sapori e profumi, sfiziosi e creativi piatti mancini, come questo.


Per saperne di più:
http://it.wikipedia.org/wiki/Carota_di_Polignano
http://www.ortaggipugliesi.it/index.php?carota-di-polignano
http://www.ortaggipugliesi.it/filearchive/ed9e81eb739aa72e6344c6b8968adb15.pdf
http://www.chiriotti.it/pdf/ijfs/inpress2012/IJFS%2012-3%20PACE.pdf
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0023643813001138
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0260877413000745
 

Crediti fotografici: Lorenza Dadduzio, Massimiliano Renna.


Massimiliano Renna
Massimiliano Renna
redattore
Massimiliano, PhD in Agronomia Mediterranea ed un passato da cuoco dopo il diploma di scuola alberghiera. La passione per la scienza e la ricerca nel campo alimentare e' diventata il mio ...vai alla scheda

Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti.
Leggi l'informativa per saperne di più sui cookie e su come negare il consenso al loro uso. Proseguendo nella navigazione, acconsenti all'uso dei cookie. Accetto