Alex James (Blur): formaggi in salsa brit
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Alex James (Blur): formaggi in salsa brit
Alex James (Blur): formaggi in salsa brit
Pubblicato da Livio Ghilardi il 25/09/2013

Agosto 1995: i Blur, paladini del brit rock e tra le band più importanti degli anni Novanta, pubblicano il primo singolo tratto dall’album “The Great Escape”: “Country House”. Il brano, destinato a diventare uno dei classici del gruppo inglese, si ispira alla figura di Dave Balfe, ex-manager di Damon Albarn e soci che, stanco della vita cittadina, decide di fuggire in campagna.

Il successo è mondiale, la sfida con gli storici rivali Oasis vinta (in termini di vendite in primis). Qualche anno dopo il chitarrista Graham Coxon lascia la band e, messi in naftalina i Blur, mentre gli altri membri si dedicano ad una miriade di progetti solisti e paralleli di qualsivoglia natura, il bassista Alex James decide di andare controcorrente, abbandona momentaneamente il mondo della musica e compra una fattoria nelle Cotswolds, zona collinare al centro dell’Inghilterra.



Che lo storico singolo dei suoi Blur sia stato fonte di ispirazione per la sua scelta di vita non ci è dato saperlo, quel che è certo è che Alex appende il basso al chiodo – lo rispolvera saltuariamente, giusto per qualche brevissima collaborazione in studio – e si tuffa anima e corpo nella produzione di formaggi. D’altronde, l’aveva preannunciato in alcune interviste rilasciate in tempi non sospetti.

La sua tenuta di Kingham, nell’Oxfordshire, diventa un vero e proprio laboratorio culinario all’interno del quale Alex James comincia a sperimentare, producendo prodotti caseari che non temono contaminazioni di gusto. Prendono forma il “Blue Monday”, chiamato così in onore dell’omonima storica canzone dei New Order, il “Little Wallop”, bagnato nel brandy del Somerset, e il “Farleigh Wallop”, formaggio di capra insaporito col timo che frutta al bassista il premio Best Goats Cheese ai British Cheese Awards del 2008.



L’impresa di Alex non si ferma qui: dopo aver ricoperto nel 2010 il ruolo di giurato agli Awards che lo avevano incoronato due anni prima e aver prodotto “Goddess” - l’ultimo arrivato in ordine di tempo nella serie casearia “Alex James Presents” - il musicista decide di invadere i supermercati inglesi Asda con una gamma di formaggi destinata al consumo quotidiano.

Peculiarità di quest’ultima produzione è la volontà di unire al classico cheddar i sapori più originali (e bizzarri, ça va sans dire): pomodoro, sapori piccanti di origine messicana, retrogusti affumicati, il tikka masala indiano. Il risultato non è dei migliori e le critiche cominciano a piovergli addosso da più parti: Alex viene accusato di realizzare prodotti di plastica, dal gusto inconsistente.

C’è chi definisce i suoi formaggi “un abominio”. Imperterrito e incurante delle critiche, però, il musicista continua per la sua strada e, ripreso il basso per la storica reunion dei Blur (che ha visto la band impegnata in due sensazionali date italiane nell’estate 2013), affianca alla sua produzione casearia una serie di eventi gastronomico-musicali che affiancano esibizioni dal vivo ad esposizioni culinarie.



Il primo festival, organizzato nel 2011 e intitolato “Alex James presents Harvest”, si rivela un parziale fallimento, dovuto anche ad una serie di debiti inanellati a causa della bancarotta della Big Wheel Promotions, società di ticketing che affiancava l’evento. Risanata la situazione economica, nel 2012 insieme a Jamie Oliver il bassista dà vita a “The Big Feastival”, con una formula pressoché simile a quella dell’anno precedente ed un successo maggiore.


Riuscirà il nostro eroe ad imporre al mondo la sua produzione casearia e ad evitare alcuni dei tonfi del passato? In attesa di saggiarne i formaggi e di rivederlo all’opera coi suoi Blur, non possiamo che augurarglielo di cuore, quantomeno per la sua strenua determinazione.

 

 

Photo credits: Alex James Presents , XoxoHell, Skånska Matupplevelser, Homage2Fromage


Livio Ghilardi
Livio Ghilardi
redattore
Nato a Noci (BA) nel 1991, dopo la maturità classica si trasferisce a Roma dove, tra un concerto e l’altro, studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma ...vai alla scheda

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