Svezia mancina: Malmo e Lund
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Svezia mancina: Malmo e Lund
Svezia mancina: Malmo e Lund
Pubblicato da Flavia Giordano il 23/09/2014

Matrimonio a distanza. Diciamocelo: non tutto il male vien per nuocere.
1. Perché la sera, da soli, è un momento perfetto per scrivere.
2. Perché puoi andare a trovare tuo marito all’estero e scoprire ogni volta un angolo di mondo differente.

E’ così abbiamo fatto agli inizi di settembre, in esplorazione tra Malmö e Lund, in Scania (Svezia), tra ristoranti e posti mancini.

Ci siamo concentrati nella zona tra la stazione della metro Triangeln e Möllevången, il quartiere multietnico, dove coabitano insieme designers, punk vegani e famiglie mediorientali.



Il primo ristorante che ci ha ospitato è stato il Rebell, un localino minimal chic che propone cucina svedese contemporanea con uno sguardo rivolto al passato e ingredienti di stagione. Muri bianchi, tavoli di legno decapato, cilindri come paralumi che calano dal soffitto. La nostra scelta è caduta su:
- il Rebell’s “Grabbröra”, un crostino di pane di segale con l’immancabile aringa marinata, condita con cipolla rossa, capperi e aneto, sormontata da un uovo sodo;
- gallinacci con piselli, uova di quaglia, ravanello, crema acida ed erba brusca;
- un cartoccio di fish and chips: morbido baccalà e patate con la buccia.
Da bere un boccale di Mowhak, una lager non filtrata artigianale.



Se per voi la cucina del Rebell è un po’ troppo pesante (in effetti qui in Svezia con il burro ci danno dentro), la Raw Food House, un numero civico affianco, vi soddisferà con un menu 100% mancino: biologico, crudista, vegano, anzi, secondo il loro motto “healty, juicy, fresh, strong, green, alive”.


Dalla thai salad con alghe, verdurine e frutta secca, al gazpacho di pomodoro con teneri germogli, al vegburger, il pieno di vitamine è assicurato.  
Complice una calda giornata di sole, abbiamo gustato il nostro pranzo all’aria aperta, sfogliando i libri di cucina green (ahimè tutti in svedese) della loro piccola ma fornita libreria.



Scendendo verso la Mollevangstorget, siamo andati a sbirciare il Mollansost ovvero “il paradiso del formaggio” o, se preferite, la gioielleria del formaggio: Camembert, Roquefort, Samso, Danablu, Havarti, Västerbottenost.
E qui, da bravi pugliesi, ci siamo commossi quando abbiamo visto campeggiare nel bancone frigo la burrata.

Ma il negozio mancino per eccellenza è sicuramente Astrid och aporna ovvero Astrid e le scimmie, un supermercato bio nonché un’azienda agroalimentare specializzata in prodotti vegetariani riconoscibili per il loro pack naif e colorato opera dell’illustratrice Maria Borgelöv.


Sbirciando tra gli scaffali abbiamo scoperto la linea della Oatly, un’azienda dichiaratamente vegana che produce yogurt, latte, besciamella, tutto a base di avena.
No milk, no soy, no badness” recitano i cartoni di tetrapack, dove predominano illustrazioni, font grafici e slogan.
“Promettiamo di fare i bravi” recita il loro manifesto “e il nostro obiettivo è fornire sempre prodotti che hanno un alto valore nutritivo e il minimo impatto ambientale”.
Se volete approfondire il loro credo, leggete qui: http://www.oatly.com/the-oatly-way/

 



Lo storytelling e la condivisione dei valori aziendali si trova spesso anche nei menu dei ristoranti, come in quello del Bantorget 9 a Lund, qualche km a nord est di Malmö.
“Non serviamo altro che gioia allo stato puro. Siamo per il km0 e il biologico e abbiamo a cuore la stagionalità”. Questo il credo della nuova cucina svedese, in linea con il New Nordic Cuisine Manifesto.



Il proprietario, Carl Bodin Svensk , è un amabile anfitrione, appassionato di vini, che ci ha condotto con sapienza per mano a scoprire il suo menu ricco di piatti vegetariani e green, dalla terra al piatto. Sbirciate un po’ qui.

 

Ultimi consigli per il viaggio:
- i periodi migliori per visitare la Scania sono maggio/giugno e settembre
- atterrate a Copenaghen e di lì prendete il treno che collega le due nazioni attraverso lo stretto di Oresund
- non é necessario un vocabolario italiano-svedese perché tutti, ma proprio tutti, parlano inglese e sono gentilissimi
- non é necessario ritirare contanti perché tanto anche le gomme da masticare le compri con il bancomat.

 

 

Photo: Flavia Giordano e Vincenzo Pietrogiovanni
 

 


Flavia Giordano
Flavia Giordano
foodblogger
Sin da piccola mi sono intrufolata nelle cucine di tutto il mondo dove ho iniziato a collezionare odori, sapori e nomi che raccolgo in una mia personalissima nomenclatura mentale. Naso da ...vai alla scheda

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